Anche se orami sono pochi o niente i ruderi rimasti in piedi dell'Acropoli, un tempo poteva vantare numerosi edifici colorati, statue in bronzo bellissime e grandi architetture in marmo.
La città, o meglio, la storia, ebbe inizio nel 510 a.C., quando l'Oracolo di Delfi annunciò a Pericle di dedicare la città agli dei, e così fece. Il Capolavoro fù il Partenone, il più grande tempio dorico esistente in Grecia, interamente in marmo pentelico tranne il tetto. Il tempio fu costruito al posto di 4 edifici, tutti dedicati al culto di Atena. Il partenone è forse il simbolo di Atene e di tutta la Grecia, un tempo tirato a lucido con il marmo che risplendeva i riflessi del sole, sul fronte sono disegnate in rilievo scene di battaglia, tra cui la guerra di Troia, al suo interno lo spettacolare tesoro di Delo e la famosa statua di Athena. Oggi di tutto il suo slendore è rimasto veramente poco. Il luogo più sacro dell’Acropoli, nonchè il più famoso è l’Eretteo. Il top è il portico retto da otto fanciulle interamente di marmo. La leggenda narra di una battaglia tra le due divinità per il predominio di Atene, sono ancora visibili infatti il foro sul soffitto che testimonia il tridente conficcato da Poseidone e l'olivo poco fuori che segna il punto in cui Athena mise piede per terra.
Con questo nome inutile domandare chi vinse la battaglia. Merita una visita il Museo, ospita delle collezioni di statue e sculture provenienti direttamente dalla stessa area archeologica.
L’Acropoli si trova in via Dionysiou Areopayitou. Si arriva all’Acropoli a piedi, salendo dalla Plaka, è possibile arrivare anche con la metro, scendendo alla fermata Acropoli. Il periodo migliore per visitare l’Acropoli è subito dopo l'inverno o in primavera. Il costo del biglietto è di 12 euro, tranne per pochi giorni l'anno in cui l'ingresso è gratuito.
Per fare un bel giro nell'Acropoli consigliamo di vestirsi comodi e con scarpe da ginnastica perchè c'è un bel pò da camminare e anche da salire. Inoltre dall'Acropoli stessa si arriva facilmente nell'Antica Agorà e viceversa.
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